Vita o morte. Alberi che cadono

Se si è vivi, si può morire, o meglio, sicuramente un giorno si morirà. Un albero è caduto, una persona è morta. Qualcuno deve morire sotto un albero proprio perchè esiste ancora la vita. In un mondo senza alberi nessuno muore schiacciato da essi: sarebbe vita quella? Il gorgonzola è rischioso per la salute, forse verrà proibito; i formaggi insapori che sembrano nati nella plastica stessa che li racchiude, senza mai aver visto l’ombra di una mucca, non rischiano di farci morire, forse perchè quella nella plastica è gia una semi-vita. Quanta gente muore ogni anno in auto?

Verranno forse proibite e demolite le auto? No, perché l’auto è vita, il business è vita. Gli alberi no. Le radici di molti alberi di un viale sono state tagliate un anno fa per far passare le fibre ottiche. Gli stessi alberi (i bei bagolari di via degli orti) rischiano ora l’abbattimento per l’instabilità creata da quell’intervento, ma gli abitanti della zona potranno navigare velocissimi su internet e vedere foto di favolosi alberi. Vita!

Come ogni organismo vivente, un albero è troppo complesso per essere compreso in uno o cento integrali, al contrario di un edificio del quale l’uomo stesso ha costruito fondamenta e mura con materiali standard. Nessun tecnico al mondo può dire con certezza che un albero non cadrà, come il miglior medico del mondo non può assicurarci che vivremo per i prossimi 5 anni, come l’impiegato che assegna le patenti può garantire che uno sa guidare, ma non che non farà incidenti.

Se l’obiettivo è il rischio zero, tutti gli alberi vanno abbattuti. Questione di scelte: privilegiare la natura, le relazioni umane, la libertà individuale oppure la sicurezza, l’abbondanza di beni, la prevedibilità di un mondo quasi virtuale. Visioni talmente opposte del mondo da ribaltare concetti così netti e incontestabili come vita e morte. Vita e morte, non “o”, perchè eliminare una significa escludere l’altra, come sradicare il dolore annullerebbe il piacere, come sconfiggere la ribellione significa uccidere la libertà.

I ceppi degli alberi abbattuti ci guardano e ci dicono chi sta vincendo la battaglia, ma non è finita.

D-503

 “Dallo sconfinato oceano verde oltre il Muro,

arrivava a me un’ondata selvaggia di radici, fiori,

rami…” 

2002

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